mercoledì , 23 aprile 2014
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STADIO

Nel 1925, Piero Pirelli, presidente del “Milan”, sollecita la costruzione di uno stadio calcistico nelle vicinanze dell’ippodromo per il trotto.

La struttura, come da progetto dell’Ingegner Alberto Cugini e dell’Architetto Ulisse Stacchini, e’ composta da quattro tribune rettilinee, una delle quali parzialmente coperta, e puo’ contenere fino a 35.000 spettatori.

Il Comune di Milano, dopo aver acquistato lo stadio, avvia nel 1935 una prima operazione di ampliamento che da’ luogo alla costruzione di quattro curve di raccordo tra le tribune e all’incremento della capienza delle due tribune di testata: la chiusura dei lavori, curati dall’ingegner Bertera e dall’architetto Perlasca, restituisce ai milanesi uno stadio da 55.000 posti.

Nato per ospitare le partite casalinghe del Milan, lo stadio diviene “terreno amico” anche per l’Inter, a partire dalla stagione 1947-1948.

Il secondo ampliamento, su progetto dell’Ingegner Ferruccio Calzolari e dell’Architetto Armando Ronca, produce nel 1955 una drastica trasformazione: viene realizzata una struttura portante per un secondo anello di tribune che sovrastano e coprono in parte le vecchie tribune.

La capienza totale sale cosi’ a 100.000 spettatori; provvedimenti dettati dalla sicurezza riducono in seguito i posti ad 85.000 suddivisi tra posti a sedere (circa 60.000) e posti in piedi.

L’immagine architettonica dello stadio viene ammodernata dalle rampe elicoidali che permettono l’accesso al secondo anello.

 

I lavori per la realizzazione dell’impianto di illuminazione per le partite in notturna risalgono al 1957, dieci anni piu’ tardi, fa la sua comparsa il tabellone luminoso elettronico.

Nel 1980, “il tempio del calcio” (cosi’ come viene unanimamente definito) viene intitolato alla memoria di Giuseppe Meazza.

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