giovedì , 18 dicembre 2014
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Futuro Inter: sogni di primavera

Amo e onoro questa maglia e proprio l’amore per questi colori mi aiuta nei momenti difficili a trovare quell’energia in più che ti serve. Arriva direttamente dal cuore“.

Parole e musica di Lorenzo Crisetig, classe 1993, centrocampista della Primavera nerazzurra rilasciate subito dopo la vittoriosa semifinale della Next Generation Series contro il Marsiglia.

Parto da queste parole per una breve riflessione su quello che si chiama “senso di appartenenza”.

Il Barcellona dei sogni capace di vincere tutto quello che c’era da vincere (tranne una semifinale di Champions nel 2010) schiera in media 8 titolari provenienti dalla famosa “Cantera”.

L’Athletic Bilbao storicamente si affida solo a giocatori baschi ed ha recentemente insegnato calcio al Manchester United, mettendo in campo una formazione con un’età media appena al di sopra dei 24 anni.

Da qualche mese purtroppo si parla di rifondazione Inter, escono nomi di allenatori, giocatori, chi parte, chi resta e via discorrendo con le solite bufale che vengono sparate dalle varie testate giornalistiche.

Il verbo rifondare però ha un significato profondo, letteralmente è “fondare di nuovo”, da zero.

Allora mi chiedo: perchè non attuare una vera e propria rifondazione che parta sul serio dall’eccellente settore giovanile, insegnando in tutte le categorie, dai pulcini alla primavera, lo stesso metodo di gioco e permettendo a molti di affacciarsi sul palcoscenico della Seria A da protagonisti.

Sappiamo tutti quanto sia complicato in Italia fare un discorso del genere, considerando il fatto che non abbiamo – primi su tutti noi tifosi – la pazienza di aspettare che un progetto si compia nella sua interezza, prima di bollarlo come fallimentare.

Partiamo o meglio ri-partiamo, dai vari Crisetig, Duncan, Longo, Bessa, Livaja e lo stesso Faraoni. Certamente affiancati a campioni di livello mondiale che l’Inter merita di avere tra le sua fila altrimenti si rischia di fare la fine dell’Arsenal, tanti complimenti ma nessun nuovo trofeo in bacheca.

Vi domando allora: siamo disposti ad aspettare qualche anno per avere poi una squadra che rispecchi davvero il senso di appartenenza nerazzurro?

La mancanza di vittorie può essere in un certo senso sostituita dalla consapevolezza di avere in squadra un certo numero di ragazzi che porta addosso i nostri colori con fierezza e orgoglio?

Personalmente credo di sì e ci credo perchè dopo una dichiarazione come quella di Lorenzo non mi serve nient’altro.

 

Umberto Ravera

di


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Un commento

  1. …io ci stò…primavera la stagione più bella….grazie ragazzi..ini..

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